Films




I films sono raggruppati per periodi. All'interno di ciascun periodo sono in ordine alfabetico della prima parola dopo l' eventuale articolo del titolo italiano (es. "Il fantasma dell' Opera (titolo originale "The Phantom of The Opera"), 2004, si trova nella sezione "2000 -", ordinato sulla parola "fantasma")


2000 -



Avatar
20-12-2010 A me e' piaciuto moltissimo Avatar, fantastico sotto quasi tutti i punti di vista.

Immagini bellissime, storia semplice ma molto avvincente, il 3D e' fantastico e rende l'esperienza sublime. Interessante la proposta della filosofia degli indiani d' America (e delle tribu' in generale), rivisitata ma pur sempre riconoscibile.

Simpatico anche il tema nel tema, cioe' una realta' virtuale che diventa reale, che e' in qualche modo una metafora dello spetattore che si immerge nell'ambientazione 3D, piu' avanti lo faremo anche con gli altri sensi probabilmente, e si immagina di essere veramente "li'". Questo effetto di "Immedesimazione" e' concettualmente il medesimo dei film 2D, ma e' molto piu' accattivante in Avatar grazie al 3D ed al soggetto scelto: direi perfetto. In altro film che ho visto il 3D sembrava spesso un "effetto aggiuntivo" simpatico, ma anche disturbante. In Avatar invece l'impressione e' che il 3D sia perfetto e ben presto "scompare" anche il pensiero cosciente che si hanno occhiali e si sta vedendo un film. Si vive una fantastica avventura su Pandora :)

Adesso mi aspetto molto da "Tron Legacy". L'ambientazione dovrebbe essere molto piu' cupa (e questo non mi entusiasma), ma e' pur sempre il seguito di uno dei miei film preferiti ("Tron") che, come Avatar, ha "fatto la storia" del cinema dedicato alla realta' virtuale (l'importanza di "Tron", da questo punto di vista", e' anche superiore a quella di "Avatar").


The Aviator
The Aviator

USA/Giappone, 2004
biografico
Martin Scorsese
Leonardo Di Caprio, Cate Blanchett, John C. Reilly, Kate Beckinsale, Jude Law, Alec Baldwin, Willem Dafoe

La storia di un personaggio straordinario: Howard Hughes.

Il fantasma dell' Opera
The Phantom Of The Opera

Gran Bretagna/USA, 2004
musicale
Joel Schumacher
Gerard Butler, Minnie Driver, Ciaran Hinds, Miranda Richardson, Emmy Rossum, Patrick Wilson

Ho visto ed amato a New York il musical di Webber ("The Phantom Of The Opera"), percio' ero molto interessato alla trasposizione cinematografica.
Sono dovuto andare in Svizzera per vedere il film (fortunatamente Lugano e' solamente a una trentina di chilometri da casa mia); in molte sale italiane e' sparito molto rapidamente.
Il film e' stato stroncato dai critici che mentre guardano i films compilano la schedina del totocalcio, dai critici che guardano solamente 20 minuti di ogni film, dai critici che mandano qualcun altro a vedere i films e poi se li fanno raccontare, dai critici che scrivono quello che fa vendere i giornali.
Ho letto una critica che descriveva da antologia alcune sequenze, mentre altre sconfinavano nel ridicolo. Ancora prima di vedere il film mi appariva alquanto bizzarro che qualcuno in grado di realizzare sequenze da antologia ne realizzasse anche di ridicole nello stesso film.
Guardando il film, si viene sorpresi dalla scelta della versione italiana dei testi. Ma ci si mette poco (a patto di guardare, ed ascoltare, i films che si devono recensire) a capire che la scelta e' praticamente obbligata e assolutamente sensata, in quanto le canzoni non fanno solamente parte della storia, ma sono la storia stessa. In tutto il film traspare piu' la regia del compositore Webber che non quella del regista Schumacher, le sequenze sono assoggettate alla musica (ed ai testi). Questo e' normale in un film musicale, ma in questo caso il "controllo" della musica sulle immagini e' anche maggiore (non dimentichiamo che la base e' il musical, e non il romanzo di Leroux).
Il film e' bellissimo. Dopo averlo visto trovo piuttosto superficiale e prevenuta la critica che ho citato; il film puo' apparire ridicolo in alcune sequenze solamente se ci si ostina a volere un film diverso da quello che invece e': la trasposizione di un'opera teatrale. L'unico appunto che gli si potrebbe fare e' che puo' risultare addirittura noioso, tanto e' fedele al musical. Ma io ho trascorso due ore (abbondanti) belle ed emozionanti, senza annoiarmi.


La foresta dei pugnali volanti
Shi mian mai fu

Cina, 2004
drammatico
Zhang Yimou
Takeshi Kaneshiro, Andy Lau, Ziyi Zhang

Una storia d'amore estrema, tra vita e morte. Come tradizione almeno un protagonista deve morire. Purtroppo nel finale non e' previsto l'esito felice. A parte questo, il film e' bello.


Tron:legacy 29-12-2010 Ho aspettato 28 anni (senza saperlo :) ), ma ce l'ho fatta: l' ho visto.

E' bellissimo, per molti aspetti meglio del primo, per altri il primo e' meglio.

Filosofia in sintonia con le mie idee.

Me lo sono proprio gustato, colonna sonora bellissima, e il "Vecchio" ambiente, la realta' virtuale, sempre affascinante.

3D molto efficace in alcune situazioni "statiche", meno per le sequenze movimentate (meglio Avatar direi per quelle).

Non dico altro, cosi' non guasto la sorpresa a chi lo vedra'.


3-1-2011 A qualcuno non è piaciuto.
"Tron" e' un film atipico persino per la Disney. Seppure ci siano "bene" e "male" ad un attento osservatore non sfuggira' il "suggerimento" sulla possibile non oggettivita' di questi riferimenti. Quindi, nonostante l' "etichetta" Disney, si tratta di un film che puo' essere anche "eversivo", molto aperto, seppure sia facile rinchiudersi nella semplicita' della trama principale per chi non fa spesso uso della fantasia.

Riguardo al 3D, quasi subito, all'inizio del film, si vede una delle migliori sequenze che abbia mai visto, peraltro di pochissimi secondi. E' una banale stanza, di una casa comune, ma l'effetto e' molto realistico.

Anche la presentazione del film, la prima sequenza, seppure in 2D, e' molto bella, anche se semplice.

Io mi sono emozionato subito e mi e' venuta la pelle d'oca alla comparsa del titolo, che richiamava il primo mitico film.

"Tron: legacy" non mi ha deluso, e questo e' gia molto quando si tratta del sequel di un film mitico.

Mi e' anche piaciuta molto la veste piu' "filosofica", di respiro molto piu' ampio del primo film.

La storia e' semplice. E' piu' che altro un breve viaggio in un mondo virtuale, che si apprezza di piu' avendo visto il primo film.

Io sono stato conquistato sia la prima che la seconda volta.

Il film eccezionale, per il soggetto, e' il primo. Questo sequel amplia e approfondisce il soggetto iniziale.


Sabato 11 Giugno 2011 Due films che trattano le tematiche tipiche di internet, supportandosi con un mondo di fantasia creato per parlare di realtà virtuale, esperienze virtuali, identità virtuale, furto di identità, ecc.
Ma ci sono anche tematiche ed un livello più profondo, mostrate con grande efficacia nel precursore "Tron" e nel successivo "Tron:legacy".

"Tron" e "Tron:legacy" (sequel che riesce ad essere anche remake di "Tron")

Ricordo solamente due films che sono andato a vedere da solo al cinema (ma dopo aver scritto le prime righe di questo testo me n' e' venuto in mente un altro visto recentemente, e poi anche un quarto più vecchio :) ). Il primo e' "Tron" (l'altro, diversi anni dopo, e' stato "Braveheart - cuore impavido").
Sono stati films entrambi importanti ed entrambi molto belli, visti in due periodi molto difficili della mia vita.
Forse "Tron", anche sull'onda dell'emozione di aver appena rivisto "Tron:legacy" in dvd, e' quello a cui sono piu' affezionato.

Adesso non amo andare al cinema da solo, ma quando ero piu' giovane mi dispiaceva meno, sentivo meno il disagio sociale di essere uno dei pochi ad essere da solo, e mi gustavo il film con meno problemi.
Quindi si puo' dire che per alcuni aspetti mi sono involuto invece che evoluto, ma penso invece che e' semplicemente aumentata la paura di essere solo un esperimento voluto da una civiltà extraterrestre che molti chiamano Dio. Il che non esclude che Dio esista, per certi versi la sua esistenza è anzi logica.
In ogni caso, chiunque ci abbia creato, le motivazioni potrebbero non essere quelle dichiarate (ammesso che i testi sacri abbiano qualcosa a che vedere con le dichiarazioni del "Creatore"). E questo è uno dei temi trattati in "Tron:legacy", e sul quale io rifletto molto, sopratttutto negli ultimi anni.

En passant, una volta ho sentito una canzone che diceva "anche le canzoni più brutte, prima o poi ti ritrovi a cantarle". Adesso sto sentendo una canzone che era piaciuta molto ai tempi, e apriva spesso le danze in discoteca; a me invece non piaceva e non vedevo l'ora che arrivassero le altre. Mentre scrivo la sto ascoltando (fa parte di un cd con molte canzoni, non ho scelto di ascoltare quella in particolare) e mi piace :)

Torniamo a "Tron" e al piccolo bambino che ando' a vederlo al cinema Fossolo di Bologna, da solo, non me lo posso dimenticare. Lo davano al Fossolo, vicino a casa mia.
I ricordi sono confusi, mi pare ci fosse gia' il vic 20 (uno dei PC piu' venduti, il più venduto al tempo), forse si (dopo verifico) e io non l'avevo ancora ma leggevo già i listati in basic e le spiegazioni di come si programmava.
Non ero poi tanto piccolo, se ricordo bene l'anno di uscita di "Tron", verificato qualche mese fa (dopo controllo), il 1981, avevo sicuramente 12 anni.
Tutto questo per cercare di ricostruire il perchè avevo voglia di vedere "Tron", motivo che non ricordo distintamente, come tante altre cose.
"Parlavo" proprio ieri su RD2 (Il Risiko Digital di Editrice Giochi, col quale si può giocare a Risiko online) con una persona di cui ricordavo vagamente il nickname. Il ricordo lo collocavo temporalmente molto indietro, ad RD1, e lui mi ha confermato che ci giocava, pur dicendomi che di me non si ricordava.
Quindi una volta tanto mi ricordavo qualcosa io piu' di altri (di solito la memoria non e' buona) :), ricordavo diverse partite, magari anche ai tempi in cui fui leader della classifica generale (mi pare si chiamasse cosi' e anche lui ha confermato), per un paio di settimane mi sembra.
Non ricordo se ci giocavo spesso o era bravo, ma propendo per il bravo (lui ha confermato, ma forse non è attendibile su questo :) ).
Ho sentito un po' di tristezza, quella che inizia delicata e poi si fa pesante. Cose e persone che si ricordano appena, con confusione, con una vaga traccia sopita e deteriorata dal tempo. E si soffre perchè non si ricorda tutto, perchè non ricorda bene, per un po' di vita che si sente persa e si piange,

Mi ricordo che i computers mi attrassero subito, probabilmente per lo stesso motivo per cui adoravo la matematica.
La matematica era un rifugio, un "luogo", uno spazio che potevo dominare e non esserne dominato. Qualcosa in cui potevo primeggiare sugli altri, di cui invece sentivo il peso in tutto il resto.
Nel computer vedevo un amico. Anche se correttamente lo descrivevo agli altri come uno schiavo perfetto, perche' e' questo che fa per noi il computer, eseguire compiti che noi non vogliamo eseguire, e lo fa con efficienza (rapidita' e precisione).
Il computer non mi tradiva mai. Se lo faceva era perche' io avevo sbagliato a programmarlo. Quindi era un raporto con me stesso, che mi inventavo un amico "perfetto".
Non ho comunque mai rinunciato alla imperfezione come vera perfezione, almeno da quando ne sono stato consapevole.
Su questo c' è stata evoluzione. Ho smesso di cercare un amico nel computer, ed ho usato il computer per cercare degli amici.
Ma la vera evoluzione e' un'altra, e la strada e' ancora lunga (o corta, per certi versi).

Il film volevo andarlo a vedere. Mi pare di aver chiesto a diversi amici di venire. Ma mi sembra non interessasse a nessuno, miei genitori compresi mi pare.
Credo che i miei sarebbero venuti con me ovviamente; forse io avevo fretta di vederlo, e loro non avevano particolare voglia di farlo, e cosi' sono andato da solo.
Forse loro mi avevano detto di andarci con qualcuno, non ricordo bene. Quante cose non si ricordano bene. A volte forse è un bene, ma io penso che sia un male ogni volta che voglio ricordarmi bene qualcosa e non ci riesco.
Andai al Fossolo, era quasi vuoto, mi pare ci fossero meno di dieci persone. Era un pomeriggio mi pare, Sabato o Domenica.

Avevo molto spazio e nessuno che mi disturbava vicino a me.

Il film fu bellissimo. Non conoscevo di nome Jeff Bridges (allora peraltro non era nemmeno famoso mi pare), ma mi piacque molto quel personaggio da lui interpretato.
Mi sentii bene in quel mondo, il mondo di Tron, il fantastico mondo di Tron :) come mi pare dica il trailer che ho visto qualche tempo fa in inglese.
Capii molto meglio delle persone che al tempo conoscevo il significato (uno dei significati) del film e di quanto sarebbe stato attuale negli anni che sarebbero venuti.
Ricordo per esempio, mi pare un paio di anni dopo, che dissi a mio zio che trascorsi altri cinque, massimo dieci anni, chi non avrebbe saputo usare un PC avrebbe avuto difficolta' in tutto, compreso trovare lavoro (si stava probabilmente parlando di ricerca del lavoro).
Lui non era d'accordo e mi guardò perplesso. Al di la' dei tempi precisi, tutti sappiamo di quanto i PC e le macchine abbiano invaso ogni campo, persino i piu' "insospettabili".
Era ovvio a chiunque avesse capito cosa era un computer, che la loro crescita in numero e qualità sarebbe stata inarrestabile.
Ma il film andava molto oltre, trattava già la realta' virtuale, l'intelligenza artificiale, piu' esattamente direi che trattava già il tema della vita e il tema del confine tra vita reale e vita virtuale, ed anche il tema, sviluppato anche in "Tron:legacy" della esitenza o meno di questo confine.
Solo la fantasia poteva e può rimuovere questo confine oggi, ma forse un giorno la fantasia potrebbe diventare realta'. Gia' oggi gli esperimenti genetici di clonazione e l'interfacciamento di microchip con esseri umani stanno dando risultati promettenti.
C'e' da dire comunque che ci sono molti aspetti che il film originalmente mette insieme (ed e' questa la sua straordinaria forza) e che al momento appaiono anche concettualmente distinti.
Con realtà virtuale si possono indicare due cose diverse, che stanno proprio in due mondi diversi, separati da quel confine di cui scrivevo poco fa.
Nel mondo reale la realta' virtuale e' quella data da dispositivi hardware e software che comunicano ai nostri sensi informazioni create artificialmente per dare la sensazione ai nostri sensi di essere realmente segnali emessi nell'ambiente circostante. Invece questo evento non esiste, e non esiste nemmeno l'ambiente in cui avviene, si parla appunto di "ambiente virtuale".
Tuttavia, se la realtà e' virtuale, non lo è l'esperienza. Tale esperienza, che viene continuamente migliorata da strumenti hardware e software sempre piu' potenti, è percepita con sempre minori difficoltà come reale.
Questo porta ad una difficile distinzione, per il nostro cervello (qui inteso come "mente"), tra reale e viruale.
La oggettiva quanto limitata consapevolezza razionale sul come venga prodotta la realta' virtuale, si scontra con le percezioni sensoriali, che vanno in direzione opposta, cioè comunicano che ciò che sta avvenendo è reale.
E' sempre piu' difficile, psicologicamente, separare le due realta' (reale e virtuale), e lo sarà sempre di piu' man mano che le tecnologie per la produzione della realtà virtuale miglioreranno ancora.
Basti pensare alla recente diffusione dei films in 3D (tra cui lo stesso "Tron:legacy"), che danno spesso la sensazione di essere realmente immersi nell'ambiente visualizzato (che sembra essere reale).
La tecnica utilizzata non e' la migliore possibile, ma rispetto a un film 2D (che pure "immerge" in una realta' virtuale) spesso l'effetto "reale" è molto maggiore.
Probabilmente l'effetto col tv 3d (provato per qualche secondo in un negozio, bellissimo), e' anche maggiore (perchè si sopisce ulteriormente la consapevolezza di essere in un altro ambiente, quello reale, che nel cinema probabilmente è psicologicamente più presente in quanto esistono anche ragioni istintive di tenere conto di un possibile eventuale pericolo dato dalla presenza di un gran numero di sconosciuti ed anche il bisogno di condividere con gli amici che si sa essere presenti le sensazioni percepite).
Anche per la visione in tv comunque la soluzione non e' la migliore possibile, sarebbero preferibili due immagini distinte, inviate singolarmente ai due occhi. La qualità, rispetto a separare le due immagini da una sola, sarebbe superiore.

Per raggiungere la "perfezione" completa (e non solo visiva) andranno coinvolti anche tutti gli altri sensi.

Ricordo che tanti anni fa a New York avevo gia' provato, in un grande magazzino (famoso, ma ora non ricordo il nome) un gioco 3D. Ci è voluto un pò per la diffusione di giochi 3d, ma stanno arrivando.
Esiste comunque, tornando al discorso di prima, una divisione tra il mondo virtuale che diventa psicologicamente reale, e le possibiltà che il film illustra. Trasferimento all'interno della rete e viceversa probabilmente non saranno probabilmente mai possibili (almeno non in quel modo), però ciò che il film illustra non è solamente la metafora di ciò che si prova quando si ha una esperienza virtuale.
Si spinge anche sulla questione di cosa sia la vita, ed evidenzia che essa è casuale e può generarsi e svilupparsi imprevedibilmente.
Oggi le fantasie stanno diventando sempre più reali, grazie ai films e ai videogiochi, sostenuti dall'evoluzione tecnologica.
Peraltro in tutto questo ciò che conta sono sempre i sentimenti, e questi sono sempre veri.
Forse un giorno qualcos'altro sarà reale, e non solamente queste immagini fantastiche dei "nostri sogni" che possiamo vedere al cinema, in tv o sul monitor di un PC.

Non ho mai rivisto "Tron", ma penso lo farò presto (spero di trovarlo, mi aspettavo che uscisse in dvd insieme a "Tron:legacy").

Quando ho scoperto che stava per uscire "Tron:legacy" il ricordo di quel tempo infinito passato al cinema Fossolo in compagnia di "Tron" è ritornato felicemente.
Il periodo in cui vidi il film non era felice, da quel che ricordo, ma la visione di quel film fu un momento felice.

QUando ho visto "Tron:legacy" è accaduto qualcosa che non sarebbe mai accaduto ai tempi di "Tron". Ero stanco e in alcuni momenti il sonno ha preso il sopravvento sulla voglia di vedere il film :)
Me lo sono rivisto oggi ed in effetti ne lo sono gustato meglio. Questo è dipeso anche dal fatto che alla prima visione rivivevo un pò il ricordo del primo film "Tron" e spiegavo alcune cose alla mia compagna ogni tanto. Sono stato contento di essere riuscito a trascinarla a vederlo.
Alla fine le è piaciuto come spesso le piacciono i films che le consiglio e che quasi mai vuole vedere.
Il film è semplice e complesso insieme, è profondo. Tratta molti temi a me cari, soprattutto la questione del confine.
Tratta l'origine della vita. Illustra quella che potrebbe essere anche la nosra storia: un esperimento dai risultati imprevedibili.
Il film sottintende la più classica ed antica delle idee sviluppate nella storia delle scienze matematiche pure: non c'e' distinzione rilevante tra cio' che e' vivo e cio' che non lo è, tra gli atomi dei composti di una cellula vivente e gli atomi di un composto inorganico.
Ciò che oggi è fantasia nel film, si basa però su questa idea scientifica, ed un giorno potrebbe essere reale.
Tale idea non è dimostrabile, attualmente, ma non è dimostrabile nemmeno il suo contrario, cioè che i composti organici ed i composti inorganici abbiano una differenza rilevante (idea scientifica anche questa, e che è principio per le scienze biologiche che si occupano di ciò che è vivo).
Non si può dimostrare che qualcosa sia vivo, se non nei limiti di rispetto o non rispetto di una definizione di vita, che però è stata formulata da noi esseri umani, ed è quindi "sospetta".
Nel senso che il giudizio su se stessi è viziato dal fatto che osservatore ed osservato sono la stessa entità biologica. Ci autodefiniamo, ci collochiamo tra i vivi, ed inoltre ci collochiamo al primo posto assoluto in una ipotetica classifica delle specie animali.
Addirittura non ci definiamo nemmeno animali, anche se biologicamente lo siamo, ma ci definiamo umani, superiori agli animali, che a loro volta sono superiori ai vegetali.
I batteri ed i virus non so se a che livello vengano classificati, ma sono certamente interessanti parlando di supremazia, visto che siamo in grado di uccidere qualsiasi altra specie animale o vegetale, ma ancora oggi possiamo perdere rapidamente contro uno di questi organismi.

Il dialogo tra Sam e Quorra è eccellente. Quando lei gli chiede del sole lui è molto toccante nel rispondere, palesando la difficoltà nel farlo. In effetti nessuno di noi si è mai trovato a dover descrivere il sole ad una persona che non lo ha mai visto.
Tutti abbiamo la percezione del sole sin da piccoli.

L'elemento interessante è che Quorra considera il padre di Sam il creatore. Ma il "creatore" non ha creato Quorra, che si è invece sviluppata da sola.
Questa situazione potrebbe essere analoga alla nostra. Qualcuno potrebbe aver creato le condizioni per la vita, ma senza aver previsto la nostra vita, sia come specie che come singoli individui, unici ed irripetibili (almeno in questo Universo).

La "vita artificiale" è questione non nuova, e in fondo nasce insieme al computer. Il rapporto tra il programmatore (creativo) e il PC è sempre stato di una domanda (istruzione di programma) a cui segue una risposta.
La risposta dipende dalla domanda, se essa è formulata correttamente la risposta sarà quella cercata.
Il computer non puà fornire risposte creative, concettualmente le sue risposte sono già state tutte previste.
Ma la complessità dell'hardware e soprattutto del software sono rapidamente arrivati a liveli tali da poter progettare programmi di dimensioni enormi, in grado di autoscriversi, cioè di modificare il programma iniziale in seguito ai dati acquisiti (questa possibilità c' e' sempre stata, ma finchè memoria e velocità dei PC erano limitate l'elaborazione non poteva andare molto lontano).
Questo ha "aperto la porta" a robot che potrebbero essere in grado di "apprendere". Ciò che gli mancherebbe per essere "umani", sarebbe per qualcuno l'anima, per altri (tra cui il sottoscritto) solamente qualche cellula che si interfacci con l'hardware.
Da notare che in uno dei significati di anima essa è presente anche nelle macchine, che potrebbero tranquillamente essere scambiate per esseri viventi, essendo in grado (pensando ai robot) di modificare la loro direzione e le loro azioni, cosa invece impossibile per una pietra, ad esempio.
Cio' che manca potrebbe più correttamente essere un elemento vivo, cioè una cellula o un insieme di cellule che formino una parte vivente e che si interfaccia con la parte formata da composti inorganici (hardware e software).
Ci sono da anni da un lato esperimenti per utilizzare cellule viventi nei computers, andando dalla macchina verso l'uomo in un certo senso, e dall'altro usi sempre più vasti di microchip che si interfacciano col cervello per ridare ad esempio vista od udito, andando dall'uomo verso la macchina in un certo senso.
La strada per il punto di incontro è lunga e difficile, ma in mezzo ci sono esseri che forse non hanno più il confine tra vivente e non vivente.

La differenza ultima tra le cellule del cervello e un computer, a livello logico, sembra essere la capacità delle cellule di fornire una risposta imprevista.
Ma a un livello più profondo la situazione potrebbe non essere tanto diversa. Ad un livello più profondo forse le risposte della cellula sono prevedibili e calcolabili. In questo caso, a livello macroscopico, un robot dotato di un evolutissimo programma del quale è teoricamente possibile calcolare tutte le risposte, ma non lo si fa praticamente, e un essere umano, non sarebbero così profondamente diversi come invece appaiono.
Forse ciò che appare è più vero di ciò che si conosce, in questo caso, al momento. E' il contrario di ciò in cui io stesso credo, ma forse possono coesistere entrambi i concetti.
Cito Oscar Wilde: "Sono solamente le persone superficiali a non giudicare dalle apparenze".
La frase ha senso, cosi' come lo ha il suo opposto sul quale tutti concordiamo.
Il senso della frase, per come la interpreto io, è che se ignori ciò che appare sei superficiale come colui che invece si ferma a ciò che appare. Per non essere superficiali si deve considerare sia ciò che appare, sia ciò che sta dietro a ciò che appare.

Immaginiamo una conversazione con qualcuno o qualcosa chiuso dentro una stanza. Attraverso dei microfoni e degli altoparlanti possiamo comunicare, ma non possiamo vederci.
Questo essere risponde denotando dei ragionamenti che sembrerebbero tipici di un essere umano.
Concluderemmo che c' è una persona dentro?
Oppure concluderemmo che c' è un computer con un programma molto sofisticato?
E l'essere dentro alla stanza cosa concluderebbe su di noi?
Qualunque sia la situazione (compreso il fatto che l'essere dentro la stanza venga fatto parlare con un PC con un programma molto sofisticato, invece che con un essere umano) qualsiasi risposta è possibile e sensata.
Anche dopo aver verificato, reciprocamente, le rispettive "identità", le risposte sono giuste o sbagliate a seconda della definizione che si dà di uomo e di macchina.
Se le capacità si avvicinassero molto e diventasse sempre più difficile distinguere un uomo da una macchina, non sarebbe forse il caso di considerare che potrebbe non esistere più un confine?


Sabato 12 Giugno 2011 In poche parole...
Il film è bellissimo.
Può piacere ai ragazzi che si immedesimano totalmente in Sam, come agli adulti che apprezzano le tematiche affrontate.
I temi trattati sono moltissimi, da quelli "classici" dell'adolescenza, del diventare adulti, della lotta del bene contro il male (ovvero espansione contro contrazione, se bene e male non esistono in senso assoluto ma sono invece relativi e soggettivi), a quelli sulla realtà virtuale, fino al significato dell'esistenza.
Si può apprezzare il film per molti aspetti ed a molti livelli di profondità.








1980 - 1999


Angus
Angus

USA, 1995
commedia - drammatico
Patrick Read Johnson
Charlie Talbert, George C. Scott, Kathy Bates, Rita Moreno

Un film sulla cattiveria, sulla bonta', e sulla balla che ci siano persone piu' normali di altre.

Apollo 13
Apollo 13

USA, 1995
Biografico
Ron Howard
Tom Hanks, Bill Paxton, Kevin Bacon, Gary Sinise, Ed Harris

Grande emozione da un’ avventura vera.

Apri gli occhi
Abre los ojos

Spagna, 1998
/
Eduardo Noriega, Penelope Cruz

Originale film, con trama che si trasforma imprevedibilmente. Il film, sebbene non sia il primo del "genere", e' originale e molto interesante; affronta tematiche che ancora non sono diventate comuni (ma lo diventerannno presto). Esiste gia' un remake, "Vanilla Sky"

Blade Runner
Blade Runner

USA, 1982
fantascienza
Ridley Scott
Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young, Edward James Olmos, Daryl Hannah, Joanna Cassidy

Chi non ha visto questo cult movie? Io continuo a preferire la prima versione (anche se non era quella voluta dal regista); i monologhi fuori campo sono piuttosto "ispirati", e preferisco l'ottimismo del primo finale (voluto dal produttore) al pessimismo del finale originale nella seconda uscita del film ("Blade Runner: the Director's Cut").

Bulworth
Bulworth

USA, 1998
Drammatico
Warren Beatty



Cacciatore bianco, cuore nero
drammatico
grande film di Clint Eastwood

Capricorne One
gen. /
Il mitico Elliot Gould alle prese con uno strano “problema”.

Cuori ribelli
gen. /
Avventura e amore.

FreeJack – In fuga nel futuro
fantascienza
Ho letto una critica che definisce il film mediocre, soprattutto in relazione alle risorse impiegate, sia economiche che umane. A me e’ piaciuto. E’ piuttosto coinvolgente e abbastanza divertente.

Galactica
fantascienza
a me piace

The Game
The Game

USA, 1997
drammatico
David Fincher
Michael Douglas, Sean Penn, James Rebhorn, Carroll Baker, Armin Mueller-Stahl

Un film "inconsistente" per molti aspetti, ma con trama intrigante e spesso divertente.

Garfield
Garfield

animazione
Bellissimo.

Harvey
gen. ?
bellissimo

Hero
gen. ?
Immagini e sequenze bellissimi in questo film. Suggestiva la trama. Peccato per il finale, troppo lontano dalla "cultura occidentale", difficile da accettare (almeno per me); e' realistico e simbolico insieme (e probabilmente il piu' "giusto"), ma e' anche di una tristezza infinita.

Indiana Jones e l’ultima crociata.
avventura-fantastico
molto divertente

Intrigo a Stoccolma
drammatico
bellissimo film

La leggenda degli uomini straordinari
fantastico
se riuscite a superare la diffidenza per l’incongruente e inopportuno accostamento dei personaggi coinvolti, il film e’ gradevole e abbastanza coinvolgente.

Love affair – un grande amore
gen. /
bravissimi Warren Beatty e Annette Bening. Sequenza finale capolavoro “alla Beatty”, come sempre dominata dalla psicologia dei personaggi e non dagli “effetti speciali”; originale il “dettaglio tecnico” in una ripresa, che aiuta la sequenza.

Marrakech Express
gen. ?
un film originale, che si gusta di piu’ non svelando la trama.

Il mio nome e' Remo Williams
gen. ?


La montagna
drammatico
un grande Spencer Tracy.

Moulin Rouge
musicale
Difficile commentare questo film. Da non perdere.

Il padre della sposa
commedia
idem

Il paradiso puo’ attendere
fantastico-commedia-drammatico
un grande Warren Beatty

Quattro matrimoni e un funerale (Four weddings and a funeral)
commedia
Uno spaccato sulla giovane societa' inglese degli ultimi anni e sulla ricerca dell'amore ai nostri tempi. Originale racconto di una moderna favola d'amore.

Quattro pazzi in liberta'
The Dream Team

USA, 1989
commedia
Howard Zieff
Michael Keaton, Christopher Lloyd, Peter Boyle

Un film molto divertente, che non si lascia sfuggire l'occasione per una riflessione "sociale", con una conclusione che condivido, sul significato della "normalita'".

Il quinto elemento (The Fifth Element)
fantascienza-fantastico-avventura
Un film sull'elemento piu' importante della vita, senza il quale gli altri non hanno senso.

Regalo di Natale
drammatico
Capolavoro di Pupi Avati. Abatantuono al primo ruolo “serio”.

La rivincita di Natale
drammatico
Seguito di “Regalo di Natale”. Altro capolavoro. Abatantuono e Delle Piane si sfidano di nuovo in una partita che, come la precedente, ha un “contesto” ben piu’ ampio.

Ritorno al futuro
Back to the Future

USA, 1984
fantascienza
Robert Zemeckis
Michael J. Fox, Christopher Lloyd

Un film divertente e coinvolgente.

Robin Hood
animazione
Bellissimo.

Scappo dalla citta’ – la vita, l’amore e le vacche
gen. /
un grande Billy Crystal tra comicita’ e “senso della vita”.

Scappo dalla citta’ II
commedia
meno intenso del primo, ma comunque divertente.

Lo spaccone
drammatico
un grande Paul Newman.

Spiderman I e II
gen. ?
I due films piu' recenti del mio super eroe preferito sono ben realizzati. Effetti speciali molto realistici, soprattutto nel secondo film, che fanno pero' (giustamente) solo da contorno alla storia. Lo spirito del personaggio e del fumetto, in precario equilibrio tra "noir" e "fantastico", "condito" con comicita', e' ben reso dal film che, pur essendo (ovviamente) diverso dal fumetto, ne fa comunque assaporare (sia nell'insieme, che in sequenze specifiche) l'atmosfera intensa.

Splash
gen. ?
Tom Hanks e Darryl Hannah protagonisti di questa “strampalata vicenda”.

Star Wars (I,II,IV,V,VI)
fantascienza
Una saga bellissima.

La storia infinita
fantastico
meraviglioso

I 3 giorni del Condor
drammatico-spionaggio
Un grande Robert Redford.

Tron
fantascienza
Capolavoro della Disney, pietra miliare per il genere realta’ virtuale.

The Warriors – I guerrieri della notte (The Warriors)
drammatico
Film mitico, al cui titolo e’ legato il nome della squadra di football americano “Warriors” di Bologna.

Uccidete la colomba bianca
gen. ?
Mitico Gene Hackman

Vento di passioni
avventura-drammatico

Vi presento Joe Black
drammatico
L'ottima interpretazione dei protagonisti riesce a rendere credibile il soggetto e a farne un film delicato e bellissimo.





1970 - 1979


Il braccio violento della legge
The French Connection

USA, 1971
poliziesco

Insuperabile Gene Hackman. Sequenza capolavoro nel finale.

Il braccio violento della legge II
French Connection II

USA, 1975
poliziesco

seguito del precedente. Altro bellissimo film. Altro finale capolavoro, soprattutto se avete visto “Il braccio violento della legge I”







1960 - 1969


Il buio oltre la siepe
USA, 1962
drammatico
Robert Mulligan
Gregory Peck, John Megna, Mary Badham, Philip Alford, Robert Duvall

un film sul razzismo e sul pregiudizio, con un messaggio sempre moderno







1950 - 1959






1940 - 1949






1930 - 1939






1927 - 1929






1915 - 1926







Legenda per il genere:

?: film di difficile catalogazione
/: il genere “muta”; il film di solito comincia con un genere e finisce con un altro. Etichettarlo col primo genere significa fuorviare lo spettatore (anche se e’ probabilmente la volonta’ di chi ha realizzato il film; normalmente questo e’ il genere “ufficiale” che i critici danno al film). Etichettarlo col secondo significa invece guastare la sorpresa allo spettatore (il genere piu’ indicativo del film comunque e’ quest’ultimo).